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scritto da stellacometa
il 2.4.09 alle 3:09 PM.
Con questa storia di Facebook mi sento tanto una guardona, un'intrusa nelle vite degli altri. Certo, lo so che si tratta di persone che ho incontrato nella mia vita, e con le quali ho condiviso anche anni, giorno dopo giorno... ma da tanto tempo sono abituata ad essere sola (o meglio, in due), e mi sento un po' a disagio. Forse davvero dovrei trovarmi un lavoro e cominciare di nuovo a fare una qualche vita sociale.
E la cosa interessante è che chi ho trovato su Facebook non c'è invece su LinkedIn, e viceversa... (a parte mio cognato, che è ovunque ;) )
Bon, vediamo di rispondere a qualche messaggio, mentre la pasta cuoce.
E la cosa interessante è che chi ho trovato su Facebook non c'è invece su LinkedIn, e viceversa... (a parte mio cognato, che è ovunque ;) )
Bon, vediamo di rispondere a qualche messaggio, mentre la pasta cuoce.
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scritto da stellacometa
il 27.3.09 alle 12:28 PM.
Mi sono comportata piuttosto bene in questi ultimi 8 mesi. Ho imparato a fare iniezioni sottocutanee e intramuscolari, e senza svenire. Ho imparato un sacco di termini e di procedure. E si contano sulle dita di una mano le volte che ho pianto, anche se forse non è successo nelle occasioni che ci si aspetterebbe.
Ad esempio, la prima volta è stata proprio all'inizio inizio, quando ancora non sapevamo niente. Pensavo che tutto si sarebbe risolto in 3, 4 giorni. Massimo 5, via. L'avrebbero tenuto in ospedale per fare tutti gli esami dell'universo, poi ci avrebbero dato una cura e nel giro di una settimana sarebbe tornato a casa e avremmo potuto riprendere la nostra solita vita. Invece è arrivato Ferragosto e ancora non gli avevano fatto tutti gli esami, e mi hanno detto che non l'avrebbero rimandato a casa. E' stato lì che ho capito che sarebbe durata più di quanto mi aspettassi.
E' come se... ti ponessi un limite, un livello massimo: devo arrivare fin lì, poi sarà tutto finito. Devo stringere i denti fin lì, solo fino a quel punto lì, ce la posso fare. Poi arriva quel punto e ti accorgi che non è finito un bel niente, anzi. E' ovvio che anche tu sopporterai oltre, che prenderai un altro bel respiro e poi ritornerai in apnea, finchè sarà necessario. Però non puoi negare che ci sia un momento di scoramento. E io tra l'altro devo stare attentissima, perchè se appena vacillo, lui va in paranoia, si dispera. Così devo sembrare una roccia, mentre non sono che un budino. Anzi... sono un palloncino sgonfio. Che viene tirato, come un elastico... sembra sempre che sia arrivato al punto di rottura, e invece si riesce a tirarlo un altro po'. E dentro è completamente vuoto. Ecco, è esattamente così che mi sento.
Questa settimana, per esempio, io credevo che sarebbe finito tutto. Certo, so che ci saranno altri esami, controlli regolari, TAC, prelievi del sangue, magari pure robe invasive che lui odia con tutto il cuore. Ma comunque la terapia è finita. E' finita. Pensavo che me lo ridessero, che potessimo tornare dov'eravamo rimasti, e riprendere da lì.
Invece la dottoressa (tra l'altro con la sua solita mancanza di tatto) ci ha detto che deve tenere il port per altri due anni. Ancora due anni. Due anni con un ago infilato nella giugulare e un serbatoio di lattice incastonato nel petto. Due anni stando attenta a non abbracciarlo troppo forte, a non toccarlo sulla sinistra del collo, perchè potrebbe dargli fastidio o spostarsi l'ago. Non è finita proprio per niente. Due anni. E poi si stupisce se piango.
Ad esempio, la prima volta è stata proprio all'inizio inizio, quando ancora non sapevamo niente. Pensavo che tutto si sarebbe risolto in 3, 4 giorni. Massimo 5, via. L'avrebbero tenuto in ospedale per fare tutti gli esami dell'universo, poi ci avrebbero dato una cura e nel giro di una settimana sarebbe tornato a casa e avremmo potuto riprendere la nostra solita vita. Invece è arrivato Ferragosto e ancora non gli avevano fatto tutti gli esami, e mi hanno detto che non l'avrebbero rimandato a casa. E' stato lì che ho capito che sarebbe durata più di quanto mi aspettassi.
E' come se... ti ponessi un limite, un livello massimo: devo arrivare fin lì, poi sarà tutto finito. Devo stringere i denti fin lì, solo fino a quel punto lì, ce la posso fare. Poi arriva quel punto e ti accorgi che non è finito un bel niente, anzi. E' ovvio che anche tu sopporterai oltre, che prenderai un altro bel respiro e poi ritornerai in apnea, finchè sarà necessario. Però non puoi negare che ci sia un momento di scoramento. E io tra l'altro devo stare attentissima, perchè se appena vacillo, lui va in paranoia, si dispera. Così devo sembrare una roccia, mentre non sono che un budino. Anzi... sono un palloncino sgonfio. Che viene tirato, come un elastico... sembra sempre che sia arrivato al punto di rottura, e invece si riesce a tirarlo un altro po'. E dentro è completamente vuoto. Ecco, è esattamente così che mi sento.
Questa settimana, per esempio, io credevo che sarebbe finito tutto. Certo, so che ci saranno altri esami, controlli regolari, TAC, prelievi del sangue, magari pure robe invasive che lui odia con tutto il cuore. Ma comunque la terapia è finita. E' finita. Pensavo che me lo ridessero, che potessimo tornare dov'eravamo rimasti, e riprendere da lì.
Invece la dottoressa (tra l'altro con la sua solita mancanza di tatto) ci ha detto che deve tenere il port per altri due anni. Ancora due anni. Due anni con un ago infilato nella giugulare e un serbatoio di lattice incastonato nel petto. Due anni stando attenta a non abbracciarlo troppo forte, a non toccarlo sulla sinistra del collo, perchè potrebbe dargli fastidio o spostarsi l'ago. Non è finita proprio per niente. Due anni. E poi si stupisce se piango.
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scritto da stellacometa
il 15.7.08 alle 2:33 PM.
La prima cosa che mi viene in mente è la canzone degli Who, e questo conferma solo che ho bisogno di nuova musica da mettere sul mio iPod.
Invece volevo parlare del mio nuovo computer, un portatile ASUS, che ho da sabato scorso e che sta segnando una rivoluzione.
Non tanto perchè è più piccolo del precedente (questo è un 15", mentre l'altro, il morto, era un 17"), mi sono quasi già abituata ad uno schermo più piccolo e alla mancanza del tastierino numerico sulla destra. Nè per la sua posizione sopraelevata: dopo aver rotto due portatili in tre anni, il marito mi ha ora caldamente invitata ad usare un aggeggio che tiene il pc sollevato dalla scrivania, che tra l'altro ho dovuto sgombrare completamente. Pare che ai miei pc mancasse l'aria.
Comunque, la vera differenza sta nei software, a cominciare dal preinstallato Windows Vista, che mi piace molto. Non parlo di funzionalità, naturalmente, ma di interfaccia utente -di aspetto. Vista ha un bell'aspetto.
E poi gli altri: Firefox, che già usavo, e Thunderbird; tutto Open Office, e perfino Paint.net, perchè il mio vecchio PSP non supporta Vista.
Insomma, tutti software gratis scaricati da Internet.
Ora li devo provare e vedere come vanno. Prima però dovrò recuperare tutti i miei file dal pc vecchio, o sono davvero persa.
Invece volevo parlare del mio nuovo computer, un portatile ASUS, che ho da sabato scorso e che sta segnando una rivoluzione.
Non tanto perchè è più piccolo del precedente (questo è un 15", mentre l'altro, il morto, era un 17"), mi sono quasi già abituata ad uno schermo più piccolo e alla mancanza del tastierino numerico sulla destra. Nè per la sua posizione sopraelevata: dopo aver rotto due portatili in tre anni, il marito mi ha ora caldamente invitata ad usare un aggeggio che tiene il pc sollevato dalla scrivania, che tra l'altro ho dovuto sgombrare completamente. Pare che ai miei pc mancasse l'aria.
Comunque, la vera differenza sta nei software, a cominciare dal preinstallato Windows Vista, che mi piace molto. Non parlo di funzionalità, naturalmente, ma di interfaccia utente -di aspetto. Vista ha un bell'aspetto.
E poi gli altri: Firefox, che già usavo, e Thunderbird; tutto Open Office, e perfino Paint.net, perchè il mio vecchio PSP non supporta Vista.
Insomma, tutti software gratis scaricati da Internet.
Ora li devo provare e vedere come vanno. Prima però dovrò recuperare tutti i miei file dal pc vecchio, o sono davvero persa.
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scritto da stellacometa
il 28.4.08 alle 2:26 PM.
Accantonate un momento la proposta artistica, che vi devo far vedere una cosa.
Sul sito che frequento ogni giorno, AtcsForAll (il cui nome ovviamente mi ricorda tanto le tre carissime amiche di ScrapForAll), ho partecipato ad uno swap di pagine 4"x4". E mi sono innamorata di questo formato! E' stupendo, nè troppo grande nè troppo piccolo, e non so come mai non abbia mai fatto niente finora in questo formato!
Ecco le pagine che ho fatto (ne ho fatte 20 ma ne ho scansionate solo due)

Ora devo farne altre 8 monocromatiche. Sono giorni che spennello strati e strati di gesso, acrilico, timbri, pagine di libro... e ancora questo sfondo non mi piace. Spero di fare in tempo a decidermi entro la scadenza dello swap! :)
Basta. Vado a cercare fotografie.
Sul sito che frequento ogni giorno, AtcsForAll (il cui nome ovviamente mi ricorda tanto le tre carissime amiche di ScrapForAll), ho partecipato ad uno swap di pagine 4"x4". E mi sono innamorata di questo formato! E' stupendo, nè troppo grande nè troppo piccolo, e non so come mai non abbia mai fatto niente finora in questo formato!
Ecco le pagine che ho fatto (ne ho fatte 20 ma ne ho scansionate solo due)

Ora devo farne altre 8 monocromatiche. Sono giorni che spennello strati e strati di gesso, acrilico, timbri, pagine di libro... e ancora questo sfondo non mi piace. Spero di fare in tempo a decidermi entro la scadenza dello swap! :)
Basta. Vado a cercare fotografie.
Etichette: arte
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scritto da stellacometa
il 30.3.08 alle 1:15 PM.
Immagino che questo blog negletto non abbia molti visitatori, ma approfitto della sua esistenza per formalizzare comunque una proposta che prima o poi farò anche in altri luoghi.
Come forse sapete, qualche tempo fa ho partecipato ad un progetto artistico collaborativo, proposto da Marilyn Healey e denominato "Alphabetica", come il libro/progetto da cui traeva ispirazione.
Si trattava di una specie di "circle journal", ma basato sull'espressione artistica più che sullo scrapbooking, come avviene usualmente.
Per vedere qualche esempio di quello che ho fatto io, cliccate sul tag "alphabetica" in fondo a questo post.
E ovviamente la mia proposta è questa: a qualcuno va di formarne uno italiano?
Si tratterebbe di radunare un piccolo gruppo di persone, passarsi dei taccuini a vicenda creando qualcosa di artistico in ciascuno di essi.
Avrei pensato anche di usare il tema di un altro progetto collaborativo, descritto in quest'altro libro (che tra l'altro ho doppio per cui vorrei venderne una copia), ovvero i colori. Potremmo chiamarlo "Arcobaleno", con molta fantasia...
Se la cosa vi interessa (e vi prego di considerare l'impegno di tempo e denaro che questo progetto comporta, prima di aderire), lasciate un commento qui, oppure scrivetemi, che ne riparleremo. E se conoscete qualcuno che vorreste coinvolgere in questo progetto e che io non conosco, benissimo! Indirizzatelo qui o fatemi contattare direttamente.
Non è un'idea interessante? Io spero proprio che si possa fare! :)
Come forse sapete, qualche tempo fa ho partecipato ad un progetto artistico collaborativo, proposto da Marilyn Healey e denominato "Alphabetica", come il libro/progetto da cui traeva ispirazione.
Si trattava di una specie di "circle journal", ma basato sull'espressione artistica più che sullo scrapbooking, come avviene usualmente.
Per vedere qualche esempio di quello che ho fatto io, cliccate sul tag "alphabetica" in fondo a questo post.
E ovviamente la mia proposta è questa: a qualcuno va di formarne uno italiano?
Si tratterebbe di radunare un piccolo gruppo di persone, passarsi dei taccuini a vicenda creando qualcosa di artistico in ciascuno di essi.
Avrei pensato anche di usare il tema di un altro progetto collaborativo, descritto in quest'altro libro (che tra l'altro ho doppio per cui vorrei venderne una copia), ovvero i colori. Potremmo chiamarlo "Arcobaleno", con molta fantasia...
Se la cosa vi interessa (e vi prego di considerare l'impegno di tempo e denaro che questo progetto comporta, prima di aderire), lasciate un commento qui, oppure scrivetemi, che ne riparleremo. E se conoscete qualcuno che vorreste coinvolgere in questo progetto e che io non conosco, benissimo! Indirizzatelo qui o fatemi contattare direttamente.
Non è un'idea interessante? Io spero proprio che si possa fare! :)
Etichette: alphabetica, arte
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scritto da stellacometa
il 3.1.08 alle 5:37 PM.
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scritto da stellacometa
il 11.12.07 alle 2:28 PM.
E' poco tipico per me ricordare sul blog le feste comandate.
In questo caso, però, farò un'eccezione, ma solo perchè me lo chiede (più o meno gentilmente) Lisa Vollrath.
Approfitto quindi dell'occasione per condividere con voi il suo regalo (solo fino a Natale!) e per farvi i miei auguri.
Buon Natale!
In questo caso, però, farò un'eccezione, ma solo perchè me lo chiede (più o meno gentilmente) Lisa Vollrath.
Approfitto quindi dell'occasione per condividere con voi il suo regalo (solo fino a Natale!) e per farvi i miei auguri.
Buon Natale!

