sulla cometa

pensieri a caso, e neanche costanti.


In questi mesi su e giù per l'Italia a trovare mio suocero (prima in ospedale e poi a casa), ho contratto una malattia che era rimasta latente per gli ultimi 30 anni, la gattite.
Colpa sua:



Vi presento GianGatto, uno splendido gatto randagio, pulcioso e tignoso come tutti i gatti randagi, ma tanto, tanto domestico dentro.
E' un annetto che ogni giorno si presenta da mio suocero al mattino, si fa dare i croccantini durante tutta la giornata (secondo mio suocero preferisce i Friskies), si accoccola sulla sedia davanti al camino, e alle 7 di sera, quando viene scalciato fuori di casa, si allontana a malincuore.
E fa le fusa in continuazione. Si struscia e cerca di essere accarezzato in ogni momento, e ti segue ovunque (anche in bagno...).
Sì, è un gatto domestico, decisamente.
Mentre mio suocero era in ospedale, la cura del gatto è passata a noi. E noi, figli del consumismo, gli abbiamo comprato: una ciotola per l'acqua e il cibo, un po' di scatolette (confermo che gli piacciono anche i "primi prezzi"), un pettine cardatore, il cotone per pulirgli l'occhietto cisposo e una confezione di croccantini da 2 kg. E solo perchè mio marito non mi ha lasciato comprare il collare antipulci e la cuccia...

Qui sono io che, non volendo prenderlo a scarpate ma dovendo tornare a casa mia, lo estrometto. GianGatto non è contento, ha cercato in tutti i modi di mantenere la posizione, ma alla fine non si ribella alla presa. Certo bisogna chiudere la porta molto, molto in fretta, o lui risguscia dentro.



Se solo sapessi come si cura un gatto, o se lui fosse più piccolo così da poterlo abituare ad usare una lettiera, me lo sarei già portata a casa.
Credo che si troverebbe benissimo -forse mal sopporterebbe le mattine in cui sarebbe da solo in casa (è un gatto da compagnia, non ama stare solo), ma per il resto starebbe proprio bene. Vuoi mettere una serata davanti alla TV, accoccolato sulla pancia della padrona che ti gratta la testolina, piuttosto che girare per i vicoli a scansare gli altri gatti e cercare di non farsi troppo male? Ne sono sicura, GianGatto non avrebbe dubbi.
Guardate com'è spaventato da una tizia che gli si aggira intorno con la macchina fotografica.



Mi manca tantissimo. Ogni tanto mi sembra di risentire le sue fusa... Micino. GianGattino. Miao.

Etichette:

2 risposte a “gattite”

  1. # Blogger tati

    Io non riuscirei a metterlo fuori....mi si spezzerebbe il cuore....forse finirei che a dormire fuori con lui ci starei io....sono fatta cosi'...avrei paura di trovarlo ferito il mattino dopo....ma io agli animali e ai bambini non so dire di no!!  

  2. # Blogger Alessia

    Elisa, che bella la "gattite" :D
    Guarda che qualsiasi gatto grande o piccolo impara in un batter d'occhio ad usare la lettiera, non è che ci voglia un gran "training", io tifo per Giangatto ;)  

Posta un commento



© 2006 stellacometa | template by Gecko&Fly.
No part of the content or the blog may be reproduced without prior written permission.
Ovvero, se copiate quello che ho scritto vi colpiranno sette anni di sfortuna e, allo scadere dei sette anni, romperete uno specchio.