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scritto da stellacometa
il 19.11.06 alle 2:26 PM.
Dovrebbe essere il nome del Salone del Motociclo che ieri pomeriggio mio marito mi ha trascinato a vedere. Non è stato poi così male come mi aspettavo: ci abbiamo messo meno di tre ore, ho visto delle moto interessanti (per quanto possano interessarmi delle moto) e ho deciso due cose:
1. mi piace la Vespa. Sempre molto fashion. La classe non è acqua, c'è poco da fare.

Lo stand della Piaggio era una meraviglia, una cosa fenomenale. Dev'essere molto stimolante lavorare nel marketing di un'azienda così! :)
2. ho bisogno di ferie, ferie vere. Tipo fare Como-Capo Nord in scooter, con la Norge. Oppure con la V-Strom.

Tanto, tanto bisogno di ferie.
1. mi piace la Vespa. Sempre molto fashion. La classe non è acqua, c'è poco da fare.

Lo stand della Piaggio era una meraviglia, una cosa fenomenale. Dev'essere molto stimolante lavorare nel marketing di un'azienda così! :)
2. ho bisogno di ferie, ferie vere. Tipo fare Como-Capo Nord in scooter, con la Norge. Oppure con la V-Strom.

Tanto, tanto bisogno di ferie.
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scritto da stellacometa
il 12.10.06 alle 8:10 PM.
So che è passata più di una settimana e ancora non ho aggiornato il blog su com'è andata col Boss, ma è stata una settimana intensa. Ricca di logistica.
Però si è trattato di una bella esperienza, tutto sommato, e vale la pena che io me la ricordi. Visto che non scrappo più :( , sarà meglio che almeno lo scriva, se no non resterà nessuna memoria. Beh, a parte quella di Dario, che per fortuna è formidabile.
Ma basta divagare: domenica, quando già ero pronta per andare a Bologna a vedere il concerto, ha chiamato Luca (il cugino, non il nipote) dicendo che aveva trovato un compratore per il biglietto in più e salvandomi il pomeriggio. Ho fatto il bucato e le altre mie cosine, e verso le 3 e mezzo di notte il marito finalmente è tornato a casa, stanco ma felice.
Pensavo di aver scampato il pericolo, ma la sera dopo mi avvicino alla mensola del soggiorno e noto, tra i biglietti vecchi, anche un paio di biglietti nuovi fiammanti per il concerto di Springsteen di Verona, giovedì 5 ottobre. Sì, quattro giorni dopo. Sì, due biglietti. Sì, lo stesso concerto.
Come ogni tipica moglie, non ho certo avuto remore ad esprimere il mio pensiero ("ti sembra il caso?!"). E lui, da bravo marito, ha esternato il suo disappunto ("ho mai messo il naso nei tuoi interessi?"). Così, per evitare che il marito si innervosisse di più (è insopportabile quando è arrabbiato), gli ho detto: "va bene, ci vai, ma stavolta vengo anch'io". Effetto calmante raggiunto all'istante.
Giovedì alle 6, dopo una dura giornata di lavoro, è venuto a prendermi con lo scooter e siamo partiti alla volta di Verona. Un paio di soste lungo l'autostrada e un po' di traffico dopo, siamo arrivati all'Arena. Una coda estenuante per entrare. Una calca inimmaginabile. E ovviamente, dati i nostri caratteri, ci siamo trovati a finire nel posto più scomodo dell'Arena, in alto e praticamente dietro al palco, da cui Bruce si vedeva solo tra le impalcature. Ma per lo meno eravamo seduti, e con poca gente attorno.
Il concerto è stato interessante, anche se come si capiva io non sono una grande fan del Boss (in realtà è stato il secondo concerto della mia vita...); a cinquant'anni e passa il ragazzo è ancora bravino, tiene la scena e canta bene. E poi Dario si è divertito, che era la cosa più importante.
Il ritorno invece è stato piuttosto devastante: freddo assurdo (ero in effetti vestita un po' troppo leggerina) e crampi alle gambe ci hanno costretto a ben tre soste, ma alla fine siamo riusciti a tornare a casa verso le 3 e il mattino dopo, freschi come rose, ad andare in ufficio.
Ah, cosa non fa fare l'amore!
Però si è trattato di una bella esperienza, tutto sommato, e vale la pena che io me la ricordi. Visto che non scrappo più :( , sarà meglio che almeno lo scriva, se no non resterà nessuna memoria. Beh, a parte quella di Dario, che per fortuna è formidabile.
Ma basta divagare: domenica, quando già ero pronta per andare a Bologna a vedere il concerto, ha chiamato Luca (il cugino, non il nipote) dicendo che aveva trovato un compratore per il biglietto in più e salvandomi il pomeriggio. Ho fatto il bucato e le altre mie cosine, e verso le 3 e mezzo di notte il marito finalmente è tornato a casa, stanco ma felice.
Pensavo di aver scampato il pericolo, ma la sera dopo mi avvicino alla mensola del soggiorno e noto, tra i biglietti vecchi, anche un paio di biglietti nuovi fiammanti per il concerto di Springsteen di Verona, giovedì 5 ottobre. Sì, quattro giorni dopo. Sì, due biglietti. Sì, lo stesso concerto.
Come ogni tipica moglie, non ho certo avuto remore ad esprimere il mio pensiero ("ti sembra il caso?!"). E lui, da bravo marito, ha esternato il suo disappunto ("ho mai messo il naso nei tuoi interessi?"). Così, per evitare che il marito si innervosisse di più (è insopportabile quando è arrabbiato), gli ho detto: "va bene, ci vai, ma stavolta vengo anch'io". Effetto calmante raggiunto all'istante.
Giovedì alle 6, dopo una dura giornata di lavoro, è venuto a prendermi con lo scooter e siamo partiti alla volta di Verona. Un paio di soste lungo l'autostrada e un po' di traffico dopo, siamo arrivati all'Arena. Una coda estenuante per entrare. Una calca inimmaginabile. E ovviamente, dati i nostri caratteri, ci siamo trovati a finire nel posto più scomodo dell'Arena, in alto e praticamente dietro al palco, da cui Bruce si vedeva solo tra le impalcature. Ma per lo meno eravamo seduti, e con poca gente attorno.
Il concerto è stato interessante, anche se come si capiva io non sono una grande fan del Boss (in realtà è stato il secondo concerto della mia vita...); a cinquant'anni e passa il ragazzo è ancora bravino, tiene la scena e canta bene. E poi Dario si è divertito, che era la cosa più importante.
Il ritorno invece è stato piuttosto devastante: freddo assurdo (ero in effetti vestita un po' troppo leggerina) e crampi alle gambe ci hanno costretto a ben tre soste, ma alla fine siamo riusciti a tornare a casa verso le 3 e il mattino dopo, freschi come rose, ad andare in ufficio.
Ah, cosa non fa fare l'amore!
Etichette: scooter
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scritto da stellacometa
il 14.9.06 alle 4:44 PM.
In queste settimane di rinnovata frequentazione mattutina della tangenziale est, pensavo che avrei finalmente avuto l'occasione di incrementare un po' la più inspiegabile delle mie collezioni, quella dei nomi dei camion dell'Esselunga.
Dico "inspiegabile" perchè, come fanno tutti, ora mi si chiederà in cosa consiste, e spiegarlo non è una passeggiata. Comunque, già che ne ho parlato, sarà meglio che ci provi.
Dovete sapere che alcuni camion gialli dell'Esselunga (quelli grossi, non quelli piccoli del "clicca il pomodoro", che ti portano la spesa a domicilio) non hanno solo un numero identificativo, ma anche un nome. Si trova (quando c'è) in basso a destra sulle fiancate, proprio sotto il numero identificativo del camion.
La prima volta che ne ho visto uno mi ha colpito, si chiamava "sulla via di damasco". Ci ho pensato per un po' e ho cominciato a farci caso. Solo dopo un paio d'anni ho deciso di segnarmeli. Ora ne ho 24, ma so che ce ne sono altri in giro... solo che sono decisamente più numerosi i camion senza nome.
Una volta ho perfino scritto una mail al servizio clienti dell'Esselunga, chiedendo come venivano assegnati e da chi, e ho ricevuto una ridicola risposta assolutamente insoddisfacente da qualcuno che forse non sapeva neanche di cosa stessi parlando ("vengono assegnati dalla direzione" non è esattamente esplicativo, e non dice con che criterio, nè perchè, nè quanti ce ne sono, nè nessuna delle cose che avrei voluto sapere).
Comunque nel tempo credo di aver identificato almeno tre filoni: battaglie famose (es. "i dardanelli", "roncisvalle", "austerlitz 1850"), personaggi storici (es. "adam smith", "marco polo", "orazio nelson"), e Milano (es. "porta romana bella", "oss bus", "el magnan"). E poi ci sono quelli ancora incomprensibili, come "mandrake", "midway", "nel segno di mercurio", chissà di che serie fanno parte. Tra l'altro, tutto rigorosamente in minuscolo, che è un'altra cosa che *adoro*.
E ogni tanto mi chiedo: sono solo io che li ho notati? Sono tanto strana ad esserne incuriosita?
E perchè diamine ce ne sono così pochi in giro? In due settimane, ho trovato solo tre nomi nuovi.
Quando ho fatto il mio primo colloquio nel posto in cui lavoro, la titolare tra le altre cose mi ha chiesto: "tu cosa collezioni?" (non credo che facesse parte delle domande standard per l'assunzione. O per lo meno, in anni di colloqui di lavoro questa è stata la prima volta che me lo sono sentita chiedere). Ho trovato molto carino il fatto che desse per scontato che io collezionassi qualcosa. Poi l'ho conosciuta meglio e ho capito il perchè, ma questa è un'altra storia ;) .
Quindi, cos'altro colleziono?
Burrocacao, o in generale balsami per le labbra. Di questi ne ho 30, e li uso tutti. Una volta l'uno, una volta l'altro... così non finiscono mai e io ho sempre un sapore diverso in bocca.
ATC, che sono fatte apposta per essere collezionate. Non le ho mai contate, ne avrò un centinaio o due.
Confezioni di fiammiferi con la pubblicità di posti (in genere alberghi). In realtà è una collezione in via di estinzione, un po' perchè non viaggio più tanto, e poi perchè se mi servono li uso. Però va bene così, a volte mi viene l'ansia da incendio accidentale.
E poi ci sono quelle cose che tendono ad accumularsi in periodi vari senza che ci sia dietro un preciso disegno... come i rossetti, gli smalti, la carta da scrapbooking, le cartoline pubblicitarie, i docciaschiuma.
E ho circa tremila carte telefoniche usate da tutto il mondo. Davvero nessuno le vuole? Faccio un ottimo prezzo.
Dico "inspiegabile" perchè, come fanno tutti, ora mi si chiederà in cosa consiste, e spiegarlo non è una passeggiata. Comunque, già che ne ho parlato, sarà meglio che ci provi.
Dovete sapere che alcuni camion gialli dell'Esselunga (quelli grossi, non quelli piccoli del "clicca il pomodoro", che ti portano la spesa a domicilio) non hanno solo un numero identificativo, ma anche un nome. Si trova (quando c'è) in basso a destra sulle fiancate, proprio sotto il numero identificativo del camion.
La prima volta che ne ho visto uno mi ha colpito, si chiamava "sulla via di damasco". Ci ho pensato per un po' e ho cominciato a farci caso. Solo dopo un paio d'anni ho deciso di segnarmeli. Ora ne ho 24, ma so che ce ne sono altri in giro... solo che sono decisamente più numerosi i camion senza nome.
Una volta ho perfino scritto una mail al servizio clienti dell'Esselunga, chiedendo come venivano assegnati e da chi, e ho ricevuto una ridicola risposta assolutamente insoddisfacente da qualcuno che forse non sapeva neanche di cosa stessi parlando ("vengono assegnati dalla direzione" non è esattamente esplicativo, e non dice con che criterio, nè perchè, nè quanti ce ne sono, nè nessuna delle cose che avrei voluto sapere).
Comunque nel tempo credo di aver identificato almeno tre filoni: battaglie famose (es. "i dardanelli", "roncisvalle", "austerlitz 1850"), personaggi storici (es. "adam smith", "marco polo", "orazio nelson"), e Milano (es. "porta romana bella", "oss bus", "el magnan"). E poi ci sono quelli ancora incomprensibili, come "mandrake", "midway", "nel segno di mercurio", chissà di che serie fanno parte. Tra l'altro, tutto rigorosamente in minuscolo, che è un'altra cosa che *adoro*.
E ogni tanto mi chiedo: sono solo io che li ho notati? Sono tanto strana ad esserne incuriosita?
E perchè diamine ce ne sono così pochi in giro? In due settimane, ho trovato solo tre nomi nuovi.
Quando ho fatto il mio primo colloquio nel posto in cui lavoro, la titolare tra le altre cose mi ha chiesto: "tu cosa collezioni?" (non credo che facesse parte delle domande standard per l'assunzione. O per lo meno, in anni di colloqui di lavoro questa è stata la prima volta che me lo sono sentita chiedere). Ho trovato molto carino il fatto che desse per scontato che io collezionassi qualcosa. Poi l'ho conosciuta meglio e ho capito il perchè, ma questa è un'altra storia ;) .
Quindi, cos'altro colleziono?
Burrocacao, o in generale balsami per le labbra. Di questi ne ho 30, e li uso tutti. Una volta l'uno, una volta l'altro... così non finiscono mai e io ho sempre un sapore diverso in bocca.
ATC, che sono fatte apposta per essere collezionate. Non le ho mai contate, ne avrò un centinaio o due.
Confezioni di fiammiferi con la pubblicità di posti (in genere alberghi). In realtà è una collezione in via di estinzione, un po' perchè non viaggio più tanto, e poi perchè se mi servono li uso. Però va bene così, a volte mi viene l'ansia da incendio accidentale.
E poi ci sono quelle cose che tendono ad accumularsi in periodi vari senza che ci sia dietro un preciso disegno... come i rossetti, gli smalti, la carta da scrapbooking, le cartoline pubblicitarie, i docciaschiuma.
E ho circa tremila carte telefoniche usate da tutto il mondo. Davvero nessuno le vuole? Faccio un ottimo prezzo.
Etichette: scooter
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scritto da stellacometa
il 4.9.06 alle 4:33 PM.
Il che significherebbe, naturalmente, che sono ancora viva. E ho già ricominciato a trottare.
La cosa più carina di questa estate, a parte il clima quasi perfetto, è stata la scoperta dello scooter. E' bellissimo andarsene in giro per la città sgusciando nel traffico e col vento sulla faccia. A volte anche con i gas di scarico sulla faccia, ma si sa, di perfetto a questo mondo c'è ben poco. Comunque, finchè dura (leggi: finchè il marito non si stufa di scarrozzarmi) continuo ad andare in ufficio con questo splendido mezzo, che mi fa risparmiare un paio di ore nette al giorno per gli spostamenti. Bello, eh?!
Cos'ho fatto nel frattempo? Un paio di CJ dell'Alphabetica (ecco qui sotto quello per Carlene), l'altro non mi piace per niente e non vale la pena di vederlo...

...e mi sono comprata, oltre alle infradito di cui ho già detto, anche una certa quantità di bigiotteria. Collane... ok, quelle le metto abbastanza spesso. E un paio di orecchini lunghissimi (ne ho già perso uno) che mi ricordano il mio "periodo gipsy", nel 1990/1991, quando ne avevo una collezione imbarazzante. Questi, anzi questo, il superstite, è più discreto e raffinato, ma comunque fa la sua scena.
E per oggi è tutto.
La cosa più carina di questa estate, a parte il clima quasi perfetto, è stata la scoperta dello scooter. E' bellissimo andarsene in giro per la città sgusciando nel traffico e col vento sulla faccia. A volte anche con i gas di scarico sulla faccia, ma si sa, di perfetto a questo mondo c'è ben poco. Comunque, finchè dura (leggi: finchè il marito non si stufa di scarrozzarmi) continuo ad andare in ufficio con questo splendido mezzo, che mi fa risparmiare un paio di ore nette al giorno per gli spostamenti. Bello, eh?!
Cos'ho fatto nel frattempo? Un paio di CJ dell'Alphabetica (ecco qui sotto quello per Carlene), l'altro non mi piace per niente e non vale la pena di vederlo...

...e mi sono comprata, oltre alle infradito di cui ho già detto, anche una certa quantità di bigiotteria. Collane... ok, quelle le metto abbastanza spesso. E un paio di orecchini lunghissimi (ne ho già perso uno) che mi ricordano il mio "periodo gipsy", nel 1990/1991, quando ne avevo una collezione imbarazzante. Questi, anzi questo, il superstite, è più discreto e raffinato, ma comunque fa la sua scena.
E per oggi è tutto.
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scritto da stellacometa
il 7.8.06 alle 10:04 PM.
E questa è una cosa molto bella.
Oggi ho passato la giornata a pulire la casa, domani finiamo le cose che sono in frigo e preparo le valigie, e mercoledì partiamo. Due settimane di relax :)
Ma la prima vera giornata di vacanza è stata sabato scorso. Per la prima volta sono andata anch'io in giro in scooter con Dario... molto divertente, anche se viaggiare senza cintura di sicurezza mi ha fatto sentire un po' esposta. Insicura.
Siamo andati all'High-Tech, a comprare un po' di inutilerie, tra cui uno shaker per il caffè shakerato, l'ennesimo paio di infradito :P e questo spendido diarietto

Abbiamo mangiato una pizza in corso Como, poi siamo andati da Hoepli a prendere un paio di libri e di riviste (adoro Real Simple!). C'erano perfino tre copie del mio libro...
E la sera siamo andati in via Solferino a mangiare al Rangooli, il ristorante indiano. Era un pezzo che non ci andavamo, è rimasto buono come me lo ricordavo, ma un po' pesantino. Forse perchè ora sono abituata al giapponese!
Comunque, giornata da scrappare, se solo avessi fatto una fotografia.
Dovrò rifarmi nelle prossime settimane.
Oggi ho passato la giornata a pulire la casa, domani finiamo le cose che sono in frigo e preparo le valigie, e mercoledì partiamo. Due settimane di relax :)
Ma la prima vera giornata di vacanza è stata sabato scorso. Per la prima volta sono andata anch'io in giro in scooter con Dario... molto divertente, anche se viaggiare senza cintura di sicurezza mi ha fatto sentire un po' esposta. Insicura.
Siamo andati all'High-Tech, a comprare un po' di inutilerie, tra cui uno shaker per il caffè shakerato, l'ennesimo paio di infradito :P e questo spendido diarietto

Abbiamo mangiato una pizza in corso Como, poi siamo andati da Hoepli a prendere un paio di libri e di riviste (adoro Real Simple!). C'erano perfino tre copie del mio libro...
E la sera siamo andati in via Solferino a mangiare al Rangooli, il ristorante indiano. Era un pezzo che non ci andavamo, è rimasto buono come me lo ricordavo, ma un po' pesantino. Forse perchè ora sono abituata al giapponese!
Comunque, giornata da scrappare, se solo avessi fatto una fotografia.
Dovrò rifarmi nelle prossime settimane.

